Uliveto, una schiacciata di colore?

Una finalità ricercata o una ingiustificabile scivolata? Il mondo del web, come è nella sua natura, non ha ignorato il modo in cui la Uliveto ha scelto di celebrare lo storico secondo posto ottenuto dalla nazionale di Volley femminile, di cui è sponsor, ai recenti Campionati del Mondo. Domenica 21 ottobre la Uliveto è uscita sul Corriere della Sera a pagina intera con una foto nella quale non era visibile Paola Egonu, coperta dalla grande bottiglia d’acqua in primo piano, unica giocatrice di colore della squadra. La Rete si è scatenata domandandosi se si trattasse di una sfortunata composizione grafica e di una deliberata scelta razzista.

Strategycom ha deciso di chiedere a un panel di soggetti della comunicazione un giudizio sulla vicenda. Il 57% degli intervistati sostiene di avere visto la pagina pubblicitaria, il 23% non l’ha vista direttamente ma ne ha sentito parlare. Le accuse di razzismo mosse a Uliveto sono condivise solo dal 9,5% del panel, viceversa il 57% ha interpretato il fatto come un mero errore tecnico e per il 19% si è trattato di una pubblicità semplicemente inopportuna. il 56,5% di chi ha considerato errata la pubblicità ritiene si sia trattato di un problema grafico dovuto alla eccessiva grandezza della foto, che non consentiva di fare meglio. Infine il 52% dei partecipanti ritiene siano giustificate le critiche a Uliveto per aver “cancellato” l’unica giocatrice di colore, rispetto al 38% che le ritiene sbagliate. Abbiamo fatto i maliziosi chiedendo ai partecipanti se pensavano che Uliveto avesse volontariamente commesso l’errore per dare più visibilità a una pagina che altrimenti sarebbe stata presto dimenticata. Solo il 6% la pensa in questo modo e per il 66.7% si tratta di un’affermazione sbagliata. Infine Il 62% pensa che Uliveto non avrà alcuna ricaduta in termini di vendite.

Quello che è certo è che l’ufficio Marketing di Uliveto è, dal nostro punto di vista, incappato in una notevole negligenza. Professionisti della comunicazione si sarebbero dovuti accorgere del possibile scivolone prima di incapparvi. Un minimo di conoscenza sulla materia, la pallavolo, avrebbe rivelato anche a un occhio distratto l’errore e si sarebbe potuto immediatamente correre ai ripari. Detto questo è chiaro che la risonanza è stata enorme e il nome dello sponsor è stato citato in prima serata da molti TG e finito sulle prime pagine di tutti i quotidiani nazionale. Come dire: “Anche male ma basta che se ne parli!”.

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