Social, fundraising e adv in tempo di Covid-19

Italiani Socialdipendenti: consapevoli, informati e attenti alla comunicazione pubblica digital

Premessa
In questo periodo di emergenza sanitaria e di permanenza forzata di moltissimi cittadini nelle proprie abitazioni, cambiano comportamenti e si modificano i tempi del vivere quotidiano.
Strategycom ha deciso di valutare e misurare l’utilizzo dei social media nell’ultima settimana, la propensione a partecipare a campagne di raccolta fondi da parte del campione e i giudizi espressi sull’opportunità e il gradimento della campagne di raccolta fondi e della pubblicità online in tempi di Covid-19.

Il campione
Hanno partecipato al pool 126 soggetti, residenti in Italia di età compresa fra i 18 e i 65 anni, equamente distribuiti come genere in questo momento domiciliati al nord 40%, centro 30% e Sud 30%. Il sondaggio è stato somministrato con metodo CAWI dal 30/3 al 6/4.

Il questionario
Formato da 10 domande a risposta multipla e a griglia.

Risultati
Le linee generali, come ampiamente atteso alla luce dello stato di emergenza e isolamento in corso, descrivono un rilevante utilizzo dei social media. Il 45% li consulta fra 1 e 3 ore al giorno, il 39% oltre 3 ore al giorno con il 18% che supera le 5 ore. Sei italiani su dieci hanno aumentato il tempo di permanenza sui social in questo periodo di emergenza rispetto a quanto facessero prima dell’inizio della crisi.

Facebook è il social più utilizzato. In un ranking di uso, riceve 82 risposte di utilizzo come primo o secondo social con 51 risposte che lo indicano come il più usato. Instagram è secondo con 77 (38 come maggior utilizzo, 39 come secondo). Linkedin, TikTok e Twitter ricevono tutti 31 risposte che sommano il dato di primo e secondo social usato. TikTok conferma il trend di popolarità con 17 risposte che come social preferito contro le 7 di Twitter e le 13 di Linkedin. TikTok è anche il social più votato come meno usato (22) mentre Twitter ha solo 7 risposte come social più utilizzato.

Il secondo set di domande intende comprendere quanto siano utilizzati web e social per aderire a campagne di raccolta fondi a favore di soggetti impegnati nell’emergenza Covid-19.
Quasi il 30% del campione ha versato un contributo in denaro e la stragrande maggioranza delle donazioni (53%) sono andate a enti e strutture ospedaliere. Seguono, molto distanziate, Protezione Civile 19% e Croce Rossa Italiana con il 16% delle donazioni e quindi le Fondazioni.
Lo strumento più utilizzato per le donazioni è la carta di credito usata da più di 1 donatore su 3, un dato quasi comparabile al bonifico bancario (31%) mentre circa il 26% ha utilizzato Paypal.


L’ultima parte del sondaggio ha riguardato la pubblicità sul web e le campagne di fundraising sponsorizzate.

La maggioranza delle risposte (76%) guarda con favore all’utilizzo dei social e del web come veicolo per le raccolte fondi durante l’emergenza, il 53% considera legittimo e utile sponsorizzare post che hanno come oggetto campagne di fundraising, considerati invece poco etici solo dal 8% del campione. Quasi il 38% sceglie la campagna indipendentemente dal post sponsorizzato ma la giudica nel merito.

Gli annunci pubblicitari su web e social sono apprezzati e seguiti dal 45% del campione. Viceversa il 15% ritiene poco corretta la pubblicità in tempi di emergenza e il 16% sostiene che, in generale, non è interessato dagli annunci pubblicitari online

Sono estremamente positivi i giudizi sulle campagne sociali promosse dal Ministero della Salute e dalla Presidenza del Consiglio per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sui temi legati all’emergenza. Il 20% del totale esprime considerazioni negative rispetto all’efficacia e alla qualità di queste campagne, criticate perché non particolarmente efficaci (7.9%) o poco accattivanti dal punto di vista grafico e dei messaggi (11,9%).

Conclusioni
Il quadro complessivo che emerge dal sondaggio indica e conferma l’andamento in grande crescita dell’uso dei social media, compagni fondamentali degli italiani. Dati che sono in aumento rispetto al pre-crisi. Gli italiani sono sempre più Socialdipendenti. La presenza media è decisamente alta, quasi il 40% li utilizza per più di 3 ore al giorno, ed è superiore a quella ante Covid19. Ciò lascia intendere come i social siano utilizzati per informarsi, farsi un’opinione e scambiarsene, condividere emozioni e preoccupazioni, ampliando cosi il fine “sociale” e di relazione.

In controtendenza rispetto alle ultime ai più recenti andamenti Facebook è il social più usato. Rispetto a un paio di anno fa si assottiglia il gap fra questo social e Instagram e TikTok, preferiti dai partecipanti più giovani al sondaggio (18-30). Linkedin resta il social dei professionisti e di chi vuole creare relazioni nel mondo del lavoro, della ricerca e dell’impresa con un taglio che anche durante l’emergenza è più autorevole e di commento alle notizie.
Il campione non ha partecipato in modo massiccio alle campagne di raccolta fondi e, nel caso di donazioni, sono state privilegiate le strutture ospedaliere. Una scelta legata alla contingenza ma anche figlia di una cronaca che soprattutto nei giorni più terribili dell’epidemia ha, giustamente, messo i medici in prima linea e le strutture ospedaliere i trincea per fronteggiare e limitare la catastrofe.
Carte di credito e bonifico sono gli strumenti più usati per donare.
Social e rete sono ottimi veicoli di diffusione di informazioni sulle campagna di fundraising che possono, nessuno preconcetto, essere sponsorizzate. Apprezzate, anche se forse arrivate un po’ in ritardo le informazioni a carattere sociale provenienti dalla Istituzioni. Dopo un primo momento di disorientamento, va dato merito di aver saputo, organizzare in maniera efficace campagne di sensibilizzazione sul tema emergenziale e sulle buone pratiche da porre in essere nel periodo di isolamento e chiusura delle attività produttive e commerciali.

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